Intervista a Lorenzo Fontana

Interviste

Personaggio del mese di
Next Verona è Lorenzo Fontana.
“Verona, identità forte per crescere nel mondo”

Dal Saval a Montecitorio, il Presidente della Camera: “L’apertura internazionale
passa della valorizzazione delle radici e del territorio.”

Lorenzo Fontana
Presidente Fontana, nella serata del 20 febbraio scorso durante l’assegnazione a lei
del premio “La Taola dei Pitochi 2026” conferito dall’associazione Next Verona, l’intera platea presente ha rilevato il forte senso di veronesità, di legame alle radici scaligere che ha saputo trasmettere. Cosa rappresenta Verona per Lorenzo Fontana, al di là del luogo di nascita e di parte del suo vissuto?

“Innanzitutto mi lasci ringraziare l’associazione Next Verona per l’accoglienza e l’affetto che
mi ha riservato. Incontrarvi, in un luogo carico di ricordi e significati come San Zeno, è stato
speciale ed emozionante. Verona è per me il luogo degli affetti, dell’infanzia, della famiglia,
degli amici.
Il mio ruolo mi impone di viaggiare spesso, ma quando posso torno sempre. È la bellezza del
sentirsi a casa. Sono cresciuto in un quartiere, il Saval, che era particolarmente complesso
ma che ha segnato fortemente la mia crescita e dove ho incontrato tanta umanità. Diversi
amici li ho ritrovati ed è come se gli anni non fossero mai passati”

Quali progettualità e punti di forza trova nel futuro di Verona?

“Penso che Verona debba aspirare a rafforzare sempre più la sua vocazione internazionale.
E lo può fare solo mantenendo salde le proprie radici e la propria identità, autentici punti di
forza.
Ho fortemente voluto il G7 dei Parlamenti a Verona proprio per mostrare ai tanti rappresentanti
internazionali la bellezza, la storia e la cultura della nostra città, ne sono rimasti entusiasti. E
anche con le cerimonie in Arena di chiusura dei recenti Giochi Olimpici e di apertura dei Giochi
Paralimpici – al cui percorso ho avuto l’onore di partecipare come Ministro – penso che Verona
abbia mostrato la sua capacità di essere all’altezza di appuntamenti di massima importanza,
regalando scenari unici”.

Che futuro possiamo immaginare, Presidente, per la nostra città in uno scenario
internazionale di particolare complessità?

“Il periodo è difficile e la situazione internazionale, soprattutto per una città a vocazione
produttiva come Verona, ha un impatto molto forte ed evidente.
Il valore delle esportazioni dal territorio verso i Paesi del Golfo ammonta a centinaia di milioni
di euro. Per questo auspico, e nelle interlocuzioni che ho avuto non smetto di ribadirlo, che si
vada verso una rapida stabilizzazione della situazione. Sono vicino alle aziende che stanno
affrontando criticità a causa degli effetti del conflitto. Occorre continuare a dare il nostro
contributo affinché si possa giungere quanto prima alla pace e alla sicurezza, obiettivi da
perseguire sempre con determinazione. Ricordiamoci sempre gli appelli e le parole di Papa
Leone XIV: “Cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel
quale si possa sentire la voce dei popoli”.

Questa città, mi consenta l’azzardo, vive una crisi specchiandosi nella propria
squadra di calcio. Mi spiego meglio: l’Hellas fa grandi imprese nella sua storia (scudetto incluso) quando ci sono veronesi generosi e mecenati a guidare la società. Viceversa l’Hellas sprofonda, come ai giorni nostri, quando manca il veronese o i veronesi illuminati a guidare i colori gialloblù. Può reggere questo confronto?

“Sono rattristato per la situazione della squadra, mi spiace ancor più assistere a una certa
rassegnazione nei giocatori. Ricordo il 1990, il Verona retrocesse – ultima annata di Bagnoli
in panchina – ma si battè come un leone, vincendo la leggendaria partita col Milan.
Bisogna ritrovare quello spirito, crederci sempre e non arrendersi mai. È questo quello che fa
la differenza, in ogni campo, a livello sportivo, a livello amministrativo, a livello politico. Dalla
fierezza di essere veronesi e dall’attaccamento a Verona nasce una nuova motivazione e una
rinnovata responsabilità, che tutti siamo chiamati a scoprire e riscoprire, per il futuro della città
e per darle il meglio che merita”.

In conclusione non possiamo non ricordare che tra un anno ci saranno le elezioni
amministrative a Verona. Quali esempi, a suo avviso, possono indicare una direzione
di crescita per la città?

“Penso che la collaborazione istituzionale che è stata messa in campo per Milano-Cortina
2026, un risultato che arriva da lontano, sia un riferimento anche per il futuro: spirito di
squadra, visione che guarda al mondo, sana ambizione e collaborazione tra territori che hanno
grandissimo potenziale.
A breve ci sarà il Vinitaly e sono felice che la Camera ne abbia ospitato la presentazione, il 26
marzo scorso, nella sala della Lupa di Montecitorio. Questo appuntamento rappresenta
un’altra sfida vinta che, grazie al grande lavoro di Veronafiere, è diventata un modello a livello
mondiale, esportando anche all’estero il proprio marchio. Esempi positivi di una progettualità
e di una prospettiva che guardano oltre il contingente e che puntano a dare alla città un
posizionamento di massimo livello. Unendo la bellezza di Verona e la sua capacità di fare a
una sana aspirazione verso grandi obiettivi, si possono e si potranno costruire risultati
sorprendenti”.

Presidente, si chiude così la nostra intervista, ma prima un’ultima battuta, ovvero,
cosa consiglierebbe a un giovane oggi, in odore di maturità, magari abitante di Saval
che dalla finestra della sua camera guarda al futuro?

“La maturità rappresenta una tappa importante, che va affrontata con consapevolezza e
fiducia. Ai giovani dico di credere nelle proprie capacità, di coltivare la curiosità e di non
smettere di impegnarsi nello studio e nella crescita personale. Guardare al futuro con
determinazione è il primo passo per costruirlo”.

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