Ritratto di donna:
intervista a Viola Vanini.
“Il futuro avrà un colore ben preciso: Viola”

Ve lo ricordate Angelo Branduardi nelle sue poetiche ballate del tipo “La Fiera dell’Est”, dove tutta la storia, anzi la ballata, ha inizio da un soggetto e poi via via, come cerchi fatti da un sasso gettato in uno specchio d’acqua, questi cerchi si allargano e poi si allargano sempre di più….
La situazione di quanto andiamo a raccontarvi è analoga: in questa storia che sembra davvero una favola, tutto nasce da un bimbo, con un amore immenso per gli animali. Tanto che, se alle elementari i bambini sognano di arrivare a scuola sfrecciando sulle loro biciclette, spesso con le rotelle laterali, il bimbo di cui sopra arrivava invece con una pecora al guinzaglio! Sì, avete letto bene: con una pecora al guinzaglio e un amore smisurato verso la natura e verso gli animali della fattoria, in particolare verso le sue adorate vacche.
Vi chiederete a questo punto, visti i presupposti, che fine abbia fatto quel bambino… Ed è qui che arriva la sorpresa: quel bimbo oggi è nientemeno che Plinio Vanini, Founder e Presidente di Gruppo Autotorino, il più grande dealer automotive d’Italia. Un nome che rappresenta una delle eccellenze imprenditoriali italiane.
Ma torniamo all’amore di Plinio per i suoi animali e per la sua amata Valtellina, perché questi valori non li ha mai abbandonati, anzi: li ha trasformati in una vera filosofia di vita e di impresa. Ed è qui che entra in scena la famiglia e, in particolare, sua figlia Viola, che in questa intervista ci racconta aneddoti, curiosità e soprattutto conferma quanto sia attuale il motto latino “Talis pater, talis filia”.
Viola oggi è amministratrice e guida La Fiorida, realtà unica che lei stessa definisce più correttamente un “agri relais”: azienda agricola, allevamento, ospitalità e ristorazione convivono all’interno di un unico ecosistema. Una realtà che conta circa 100 collaboratori e che continua a raccontare una favola moderna dove, ancora una volta, le protagoniste sono loro: le vacche.
Viola, sei un po’ la continuazione genetica e storica del sogno di quel piccolo bimbo che si portava la pecora a scuola, cioè di tuo padre Plinio… Come nasce questo tuo amore per la stalla?

“Nasce quasi per osmosi, in modo molto naturale. Essendo l’unica figlia femmina della famiglia, ho sempre avuto un rapporto molto stretto con mio padre e fin da piccolissima lui mi portava in stalla con sé. È stato un mondo che ho imparato a conoscere attraverso la quotidianità, sviluppando nel tempo curiosità, rispetto e un legame profondo verso gli animali e la natura.”
L’episodio, se c’è stato, che ricordi e che ti ha davvero indicato questa via?
“Ricordo una domenica mattina: avrò avuto circa sei anni e insieme a mio padre abbiamo assistito alla nascita di un vitellino. Eravamo solo io e lui. È una sensazione che porto ancora dentro con grandissima emozione: quella di aver partecipato alla nascita di una vita, di averla sentita tra le braccia. Probabilmente è stato proprio quello il momento che ha segnato l’inizio di tutto.”
Un percorso poi guidato da questo colpo di fulmine……?

“Direi proprio di sì. Crescendo, accanto all’esperienza pratica vissuta ogni giorno in azienda, ho approfondito questo mondo anche dal punto di vista tecnico e scientifico, laureandomi in Biotecnologie Veterinarie. Ma più di ogni altra cosa sono sempre stata guidata dalla curiosità e da un principio che per noi rappresenta la base di tutto.”
Qual è questo concetto?
“Tutelare la salute e il benessere dei nostri animali significa tutelare anche la qualità di ciò che arriva sulle tavole delle persone. Per noi il benessere animale non è uno slogan, ma un investimento concreto, quotidiano e profondamente legato alla sostenibilità dell’intera filiera.”
Oggettivamente il vostro allevamento oggi è davvero un best case a livello internazionale?
“Fin dall’inizio, il nostro approccio è sempre stato orientato alla ricerca del benessere animale. La nostra crescita è stata armonica, accompagnata negli anni da un continuo studio delle migliori tecnologie e metodologie di allevamento. Per circa cinque anni abbiamo analizzato diversi modelli internazionali, cercando di applicare alla nostra realtà ciò che ritenevamo più coerente con la nostra filosofia. La tecnologia oggi ci aiuta molto nella gestione del benessere animale. Utilizziamo sistemi che ci consentono di distribuire alimentazione fresca durante tutto l’arco della giornata, rispettando i ritmi naturali delle vacche e contribuendo alla salute del rumine in modo equilibrato e non forzato. Anche la qualità delle materie prime destinate all’alimentazione è per noi fondamentale. Tutto questo rappresenta una parte imprescindibile del nostro modo di fare allevamento e della qualità che vogliamo garantire ogni giorno.”
Allevamento ma non solo: ci racconti l’evoluzione de “La Fiorida”.
“Anche nel caso de La Fiorida la crescita è stata coerente con la nostra filosofia: piccoli passi, ma sempre guidati dalla qualità. Nel tempo siamo passati dall’allevamento alla trasformazione, poi alla ristorazione, alla bottega e infine all’ospitalità. Oggi La Fiorida è un luogo dove ogni elemento è collegato agli altri e dove l’ospite può vivere concretamente il valore della filiera.

Storicamente siamo partiti dalla stalla e dal fienile, per poi sviluppare le aree produttive, la bottega dedicata ai prodotti della nostra azienda agricola e dei piccoli produttori del territorio, fino ad arrivare all’ospitalità e alla ristorazione. Un percorso che negli anni ci ha portato anche a ottenere importanti riconoscimenti, tra cui la Stella Michelin de La Preséf, il primo agriturismo stellato d’Italia.”
Cosa offre oggi La Fiorida ai propri ospiti?
“Prima di tutto autenticità e qualità, che per noi devono essere costanti in ogni esperienza vissuta dall’ospite. La proposta gastronomica valorizza materie prime del territorio e prodotti della nostra filiera agricola: dai formaggi di nostra produzione fino alle eccellenze valtellinesi. Lo stesso approccio si ritrova nel centro benessere, dove molti trattamenti sono legati alle nostre materie prime, e naturalmente nell’accoglienza.

Oggi disponiamo di 29 camere, ma il progetto continuerà a crescere anche in futuro con nuovi spazi dedicati all’ospitalità, sempre mantenendo un forte equilibrio con il contesto agricolo e naturale che ci circonda.”
Allevamento, produzione, ospitalità… mica poco gestire un’orchestra di questo tipo. Come se la cava la Viola nei panni della direttrice d’orchestra?
“L’impegno è importante, ma la soddisfazione lo è ancora di più. Ogni giorno cerco di essere presente in azienda e di seguire personalmente i diversi aspetti del lavoro insieme a un team di circa 100 collaboratori. Credo molto nel valore delle persone e nell’importanza di far sentire ciascuno parte integrante del progetto. Ascolto, disponibilità, condivisione degli obiettivi ed esempio sono elementi fondamentali. Credo che la leadership passi prima di tutto dall’esempio: non si può chiedere qualcosa agli altri senza essere i primi a metterlo in pratica. Accanto a questo, anche la competenza è fondamentale. Le persone devono percepire di essere guidate da qualcuno che conosce davvero il lavoro e che affronta ogni scelta con responsabilità e consapevolezza.”
Difficile darti torto cara Viola… E ora un’ultima parte alla scoperta di Viola donna per tutte le lettrici di Next Verona?

“Sono del segno dell’Ariete, quindi sicuramente determinata e istintiva. Crescendo però ho imparato anche il valore della mediazione. Da due anni sono mamma di un bambino e questa esperienza mi ha dato una sensibilità ancora più forte verso il concetto di cura e di futuro. È bellissimo osservare nei bambini una connessione naturale con ciò che li circonda. Quando portiamo nostro figlio in stalla e vede, ad esempio, del fieno fuori posto, il suo istinto è già quello di voler sistemare e mettere ordine. Se il buongiorno si vede dal mattino…”
Viola, un ultimo pensiero rivolto alle tante giovani che ci seguono e che si stanno approcciando al mondo del lavoro, cercando di disegnare il proprio futuro professionale. Quale messaggio ti senti di lanciare come donna e imprenditrice?
“Credo che i valori siano fondamentali. Fin da piccola mi è stato insegnato che ciò che desideri va conquistato con impegno, sacrificio e responsabilità. Ricordo ancora i weekend di lavoro durante gli studi per mettere da parte qualche soldo per le uscite con gli amici: esperienze che ti aiutano a capire davvero il valore delle cose. Per me è stata fondamentale anche la famiglia, il suo sostegno e la possibilità di crescere in un contesto che mi ha sempre trasmesso fiducia e libertà. Poi servono curiosità, passione e il coraggio di sognare in grande. Perché spesso i progetti più belli nascono proprio da visioni che all’inizio sembrano impossibili.”
Finisce qui la nostra chiacchierata con Viola Vanini. Eleanor Roosevelt scriveva sui sogni: “Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni.”… A questo punto mi sa tanto che il futuro avrà un colore ben preciso: …Viola.

